Come riporta il sito del giornale online Qui Brescia alcuni attivisti del Coordinamento “Fermare Green Hill” già all’alba di oggi, venerdì 14 ottobre, sono saliti sul tetto di uno dei cinque capannoni dell’azienda di Montichiari in cui vengono allevati 2.500 cani di razza beagle destinati alla vivisezione. La loro intenzione è di rimanere ad oltranza sul tetto e impedire che partano carichi di cuccioli verso i laboratori.
Nel pomeriggio scatterà invece la protesta nazionale, per la quale sono attesi da tutta Italia centinaia di manifestanti: a partire dalle 15.30 di oggi fino alle 14.00 di sabato 15 ottobre è infatti previsto un “presidio non-stop” davanti all’allevamento.
Green Hill, sostengono gli attivisti, è un lager per animali fatto di capannoni chiusi e senza spazi all’aperto, con gli animali costretti a vivere in gabbie illuminate da luci artificiali, prima di venire spediti nell’inferno dei laboratori. Green Hill è una vera e propria fabbrica di cani, dove questi sono considerati alla stregua di merci. Il Coordinamento con questa nuova protesta si augura che la gente cominci ad aprire gli occhi sugli orrori della vivisezione, pratica che continua ad uccidere un milione di animali ogni anno nella sola Italia.
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